| In questo caso, il commento
all'affermazione: "Porrò quelli che ti seguono
al di sopra degli infedeli, fino al Giorno della
Resurrezione", è duplice: da una parte, si dice
che gli unici veri seguaci degli autentici insegnamenti
di Gesù (p.s.l.) sono i Musulmani; dall'altra,
si afferma che essi sono i Cristiani, sia che
mantengano credenze idolatre oppure no, e ciò
può apparire confermato dalla posizione dominante
che i Cristiani nominali detengono oggi sulla
terra. Ad ogni modo, entrambe le posizioni saranno
unificate dall'arrivo di Gesù (p.s.l.), dal momento
che egli abolirà la jizyah, intendendo che egli
non accetterà che Cristiani ed Ebrei vivano in
conformità a qualsiasi altra religione rispetto
all'Islam, per unire poi tutti i credenti come
Musulmani.
Il Profeta ed ultimo Messaggero
di Allah (p.b.s.l.) ha anche annunciato la lieta
novella del ritorno di Gesù (p.s.l.). Gli studiosi
di ahadith (detti e tradizioni del Profeta Muhammad)
affermano che gli ahadith concernenti questo tema,
nei quali il Messaggero di Allah (p.b.s.l.) dichiara
che il Profeta Gesù (p.s.l.) discenderà fra la
gente come un capo prima del Giorno del Giudizio,
hanno ottenuto la stato di mutawatir. Ciò significa
che un hadith è stato trasmesso da talmente tante
persone di ogni generazione e da un tale numero
di Compagni che non vi è alcuna possibilità di
dubbio circa la sua autenticità. Ad esempio:
Abu Hurairah
(ra) ha narrato che il Messaggero di Allah,
la pace su di lui, ha detto: "Giuro su Colui
che ha in mano la mia anima, senza alcun dubbio
il figlio di Maryam presto discenderà fra di
voi come Giudice onesto e romperà la croce,
ucciderà il maiale e abolirà la jizyah, e la
ricchezza sarà talmente abbondante che nessuno
la accetterà, sino a quando una singola prostrazione
sarà meglio dell'intero mondo e di tutto quanto
è contenuto in esso. (Sahih al-Bukhari)
Jabir ibn 'Abdullah
ha detto: "Ho sentito il Profeta, che Allah lo
benedica e conceda lui pace, dire: 'Un partito
della mia ummah non cesserà mai di combattere
per la verità vittoriosamente sino al Giorno della
Risurrezione.' Egli disse: "Quindi, 'Isa ibn Maryam,
che la pace sia su di lui, discenderà e il loro
emiro dirà, "Vieni e guidaci nella preghiera",
ma egli dirà: "No! alcuni di voi sono emiri sugli
altri," come dimostrazione di onore da parte di
Allah nei confronti di questa ummah.'" (Sahih
Muslim)
Abu Hurairah (ra)
ha narrato: "Il Profeta, la pace sia su di lui,
ha detto: 'Non c'è alcun profeta fra me e lui,
vale a dire, 'Isa, la pace sia su di lui. Egli
discenderà (sulla terra). Quando lo vedrete, riconoscetelo:
un uomo di statura media, capigliatura rossastra,
con indosso due indumenti di colore giallo chiaro,
dal cui capo, sebbene non bagnato, sembrerà che
cadano gocce. Egli combatterà la gente per la
causa dell'Islam. Spezzerà la croce, ucciderà
il maiale, e abolirà la jizyah. Allah cagionerà
la distruzione di tutte le religioni eccetto dell'Islam.
Annienterà il Dajjal e vivrà sulla terra per quaranta
anni, poi morirà . I Musulmani pregheranno per
lui.'" (Abu Dawud)
(2) 
Al principio di questa sezione
abbiamo analizzato i versetti 157-158 di Surat
an-Nisâ; nel versetto successivo (Surat an-Nisâ,
159), Allah afferma:
Non vi è alcuno della Gente della
Scrittura che non crederà in lui prima di morire.
Nel Giorno della Resurrezione testimonierà contro
di loro.
(Surat an-Nisâ, 159)
L'affermazione sopra riportata:
"che non crederà in lui
prima di morire", è assai importante.
Alcuni eruditi hanno affermato
che "lui", in questo versetto, si riferisce al
Corano e ne traggono quindi la seguente interpretazione:
non ci sarà nessuno tra la Gente della Scrittura
che non avrà fede nel Corano prima che egli (una
persona della Gente della Scrittura) muoia.
Nondimeno, nei versetti 157 e
158, i due versetti precedenti, lo stesso "lui"
si riferisce senza alcun dubbio a Gesù (p.s.l.).
Surat an-Nisâ 157:
E dissero: "Abbiamo
ucciso il Messia Gesù Figlio di Maryam, il Messaggero
di Allah!" Invece non l'hanno né ucciso né crocifisso,
ma così parve loro. Coloro che sono in discordia
a questo proposito, restano nel dubbio: non hanno
altra scienza e non seguono altro che la congettura.
Per certo non lo hanno ucciso.
Surat an-Nisâ
158:
Ma Allah lo ha elevato
fino a Sé. Allah è eccelso, saggio.
Dopo questi versetti, in Surat
an-Nisâ 159, non vi è alcuna prova ad indicare
che "lui" venga usato per suggerire qualcun'altro
all'infuori di Gesù (p.s.l.).
Surat an-Nisâ
159:
Non vi è alcuno
della Gente della Scrittura che non crederà in
lui prima di morire. Nel Giorno della Resurrezione
[egli] testimonierà contro di loro.
Nel Corano, Allah ci informa
che, nel Giorno del Giudizio,
" le loro lingue, le loro mani e i loro piedi
testimonieranno contro di loro per quello che
avranno fatto" (Surat an-Nûr, 24 e Surat Yâ Sîn,
65). In Surat Fussilat, 20-23, si legge
che "l'udito, la vista e
la nostra pelle testimonieranno contro di noi".
In nessuno dei versetti citati, tuttavia, si trova
alcun riferimento al "Corano come testimone".
Se accettiamo che "lui" o "esso" nella prima frase
si riferisca al Corano - sebbene dal punto vista
grammaticale o logico non abbiamo alcuna prova
- allora dovremmo anche accettare che "lui", nella
seconda affermazione, si riferisca al Corano.
Ad ogni modo, per ammettere ciò bisognerebbe che
ci fosse un versetto esplicito a conferma di questo
punto di vista. Nondimeno, il commentatore Ibn
Juzayy non menziona la possibilità che il Corano
sia il "lui" a cui si riferisce, ed Ibn Juzayy,
nella sua opera, ha trasmesso i punti di vista
di tutti i principali commentatori.
Quando ci si riferisce al Corano
mediante un pronome personale, si nota che esso
è generalmente menzionato prima e dopo il versetto
specifico, come nel caso di Surat an-Naml, 77,
e Surat ash-Shu'arâ, 192-196. Il versetto definisce
in maniera chiara che la Gente della Scrittura
avrà fede in Gesù (p.s.l.) e che egli [Gesù (p.s.l.)]
sarà testimone contro di loro.
Il secondo punto concerne l'interpretazione
dell'espressione "prima di morire." Alcuni pensano
che ciò significhi "avere fede in Gesù (p.s.l.)
prima della loro morte." Secondo questa interpretazione,
ogni appartenente alla gente della Scrittura crederà
sicuramente in Gesù (p.s.l.) prima di affrontare
la morte. Nondimeno, ai tempi di Gesù, gli Ebrei,
i quali vengono definiti come gente della Scrittura,
non solo non ebbero fede in lui, ma tentarono
anche di ucciderlo. Sarebbe d'altronde irragionevole
dire che gli Ebrei e i Cristiani che vissero e
morirono al tempo di Gesù avessero fede - in termini
coranici - in lui.
Per concludere,
un'accurata valutazione del versetto conduce alla
seguente conclusione: prima della morte di Gesù
(p.s.l.), tutta la Gente della Scrittura avrà
fede in lui.1
Nel senso reale, il versetto
rivela alcuni fatti chiari:
In primo luogo, è evidente che
il versetto si riferisca al futuro, dato che viene
menzionata la morte di Gesù (p.s.l.). Finora,
Gesù (p.s.l.) non è morto, bensì è stato elevato
alla presenza di Allah. Gesù (p.s.l.) ritornerà
in terra, vivrà per un periodo determinato, quindi
morirà. In secondo luogo, tutta la gente della
Scrittura avrà fede in lui. Questo evento non
è ancora avvenuto, ma in futuro accadrà sicuramente.
Di conseguenza, nell'espressione "prima di morire"
[prima che egli muoia] vi è un riferimento a Gesù
(p.s.l.). La Gente della Scrittura lo vedrà, lo
conoscerà e obbedirà a lui mentre sarà ancora
in vita. Nel contempo, Gesù (p.s.l.) testimonierà
contro di loro nell'Ultimo Giorno. Sicuramente
Allah ne sa di più.
(3) 
Il fatto che Gesù (p.s.l.) sia
destinato a ritornare sulla terra alla fine dei
tempi è narrato in un altro versetto (Surat az-Zukhruf,
61).
A cominciare dal versetto 57,
si trova un riferimento a Gesù (p.s.l.):
Quando viene proposto l'esempio
del figlio di Maryam, il tuo popolo lo rifiuta
dicendo: " I nostri dèi non sono forse migliori
di lui?". Ti fanno questo esempio solo per amor
di polemica, ché sono un popolo litigioso. Egli
non era altro che un Servo, che Noi abbiamo colmato
di favore e di cui abbiamo fatto un esempio per
i figli di Israele.
Se volessimo, trarremmo angeli da voi ed essi
vi sostituirebbero sulla terra .
(Surat az-Zukhruf, 57-60)
Nei versetti successivi, Allah
dichiara che Gesù (p.s.l.) è un segno del Giorno
del Giudizio:
Egli è un annuncio
dell'Ora. Non dubitatene e seguitemi, questa è
la retta via.
(Surat az-Zukhruf, 61)
Ibn Juzayy afferma che il significato
principale di questo versetto è che Gesù (p.s.l.)
è un segno o requisito indispensabile dell'Ultima
Ora. È dunque possibile dire che questo versetto
si riferisce chiaramente al ritorno di Gesù (p.s.l.)
sulla terra alla fine dei tempi, dal momento che
ha vissuto sei secoli prima della rivelazione
del Corano. Non è quindi possibile interpretare
la sua prima venuta come segno del Giorno del
Giudizio. Ciò che questo versetto mostra chiaramente
è che Gesù (p.s.l.) tornerà sulla terra verso
la fine dei tempi, vale a dire, nel periodo immediatamente
precedente al Giorno del Giudizio, di cui sarà
un segno. Allah, sicuramente, ne sa di più.
La forma
araba del versetto "Egli
è un annuncio dell'Ora" è "Innahu la 'ilmun
li's-sàati…" Alcuni interpretano il pronome "hu"
(egli) in questo versetto come riferito al Corano.
I versetti seguenti, tuttavia, rivelano chiaramente
che il riferimento è a Gesù (p.s.l.): "Egli
non era altro che un Servo, che Noi abbiamo colmato
di favore e di cui abbiamo fatto un esempio per
i figli di Israele"2
Coloro che attribuiscono questo
pronome al Corano, citano come prova la parte
successiva del versetto: "Non
dubitatene e seguitemi". Nondimeno, i versetti
precedenti si riferiscono integralmente a Gesù.
Per tale ragione, appare chiaro che il pronome
"hu" è collegato ai versetti precedenti e concerne
Gesù. Tale interpretazione è anche sostenuta dai
grandi studiosi musulmani, i quali si fondano
sull'uso di tale pronome sia nel Corano che negli
ahadith. Nel suo commentario, Elmali Hamdi Yazir
avanza la seguente esplicazione:
"Certo egli è un
segno dell'Ora, un segno ed un'indicazione che
l'Ora verrà e il morto sarà resuscitato e si leverà.
Gesù, sia per il suo ritorno sulla terra, che
per il suo miracolo della resurrezione del morto
e per la sua profezia, è un segno dell'Ora. Negli
ahadith si dice anche che egli sia un segno dell'ultimo
Giorno." http://www.kuranikerim.com/telmalili/
zuhruf.htm )
In Sahih Muslim,
si afferma inoltre che gli ahadith nei quali si
annuncia la discesa del Profeta Gesù (p.s.l.)
fra la gente alla fine dei tempi hanno ottenuto
il grado di mutawatir, vale a dire, trasmessi
da un numero talmente elevato di persone in ogni
generazione che non è possibile nutrire alcun
dubbio circa la loro autenticità; si dice inoltre
che ciò è considerato come uno dei maggiori segni
del Giorno della Risurrezione. (Sahih Muslim,
2/58)
Hudhayfah ibn Usayd
al-Ghifari disse: "Il Messaggero di Allah (p.b.s.l.)
giunse tra noi all'improvviso mentre eravamo (impegnati
in una discussione). Egli disse: "Di che cosa
state discutendo?" Noi rispondemmo: "Stiamo discutendo
dell'Ultima Ora." Quindi disse: "Non giungerà
senza che prima vediate dieci segni" - e (a questo
proposito) menzionò il fumo, il Dajjal, la bestia,
il levarsi del sole dall'occidente, la discesa
di 'Isa, figlio di Maryam (p.s.l.), Yajuj e Majuj,
alcune frane di terreno in tre posti, una in oriente,
una in occidente e una in Arabia, al termine della
quale il fuoco brucerà procedendo innanzi dallo
Yemen, guidando la gente al luogo della loro assemblea."
(Sahih Muslim)
(4) 
Altri versetti indicanti la seconda
venuta di Gesù (p.s.l.) sono i seguenti:
Quando gli angeli
dissero: "O Maryam, Allah ti annuncia la lieta
novella di una Parola da Lui proveniente: il suo
nome è il Messia, Gesù figlio di Maryam, eminente
in questo mondo e nell'Altro, uno dei più vicini.
Dalla culla parlerà alle genti e nella sua età
adulta sarà tra gli uomini devoti". Ella disse:
"Come potrei avere un bambino se mai un uomo mi
ha toccata?". Disse: "È così che Allah crea ciò
che vuole: quando decide una cosa dice solo "Sii"
ed essa è." E Allah gli insegnerà il Libro e la
saggezza, la Torâh e il Vangelo."
(Surat Âl-'Imrân, 45-48)
In questi versetti, Allah afferma
di assumerSi l'istruzione di Gesù (p.s.l.) riguardo
all'Injil, alla Torah e al "Libro." Indubbiamente,
il libro in questione è molto importante. Troviamo
la stessa espressione in Surat al-Mâ'idah, 110:
E quando Allah dirà:
"O Gesù figlio di Maryam, ricorda la Mia grazia
su di te e su tua madre e quando ti rafforzai
con lo Spirito di Santità! Tanto che parlasti
agli uomini dalla culla e in età matura. E quando
ti insegnai il Libro e la saggezza e la Torâh
e il Vangelo, quando forgiasti con la creta la
figura di un uccello, quindi vi soffiasti sopra
e col Mio permesso divenne un uccello… "
(Surat al-Mâ'ida, 110)
Quando si analizza il "Libro"
in entrambi i versetti, si comprende che ciò può
indicare il Corano. In primo luogo, vi è solamente
un libro noto come divino sulla terra, se si escludono
la Torah, lo Zabur e l'Injil. Inoltre, in un altro
versetto, accanto alla Torah e all'Injil, la parola
"Libro" viene usata per indicare il Corano.
Allah, non c'è dio
all'infuori di Lui, il Vivente, l'Assoluto. Ha
fatto scendere su di te il Libro con la verità,
a conferma di ciò che era prima di esso . E fece
scendere la Torâh e l'Injîl, in precedenza, come
guida per le genti. E ha fatto scendere il Discrimine.
(il Criterio di giudizio fra giusto e sbagliato).
(Surat Âl-'Imrân, 2-4)
Altri versetti in cui il termine
"libro" si riferisce al Corano sono i seguentI:
E quando, da parte di Allah, venne
loro un Libro che confermava quello che avevano
già - mentre prima invocavano la vittoria sui
miscredenti -quando giunse loro quello che già
conoscevano, lo rinnegarono. Maledica Allah i
miscredenti.
(Surat al-Baqara, 89)
Infatti vi abbiamo inviato un Messaggero
della vostra gente, che vi reciti i Nostri versetti,
vi purifichi e vi insegni il Libro e la saggezza
e vi insegni quello che non sapevate.
(Surat al-Baqara, 151)
In questo caso, pare lecito pensare
che il terzo libro insegnato a Gesù (p.s.l.) sarà
il Corano e si può supporre che ciò sarà possibile
unicamente se egli giungerà sulla terra alla fine
dei tempi. Gesù (p.s.l.) ha vissuto 600 anni prima
della rivelazione del Corano ed è improbabile
che lo abbia conosciuto prima di tale evento.
In questo caso, che egli impari il Corano durante
il suo secondo soggiorno in terra può essere una
spiegazione ragionevole. Quando si considerano
gli ahadith dei quattro profeti (p.b.s.l.), si
comprende che, allorquando il profeta Gesù verrà
per la seconda volta, comanderà con il Corano,
non con l'Injil. Ciò concorda pienamente con il
significato del versetto.
(5) 
Inoltre, anche il versetto: "In
verità, per Allah Gesù è simile ad Adamo che Egli
creò dalla polvere ..." (Surat Âl- 'Imrân, 59)
può indicare il ritorno del profeta Gesù (p.s.l.).
I commentatori del Corano hanno affermato che
questo versetto si riferisce al fatto che entrambi
i profeti erano privi di padre: la creazione del
profeta Adamo (p.s.l.) e la nascita del profeta
Gesù avvennero per l'ordine di Allah "Sii". Il
versetto, tuttavia, può contenere un secondo significato.
Può essere che proprio come il profeta Adamo è
disceso dal cielo, così il profeta Gesù scenderà
sulla terra dalla presenza di Allah alla fine
dei tempi. (Allah ne sa di più)
Come si è visto, i versetti relativi
al ritorno di Gesù (p.s.l.) in terra sono molto
evidenti e ragguardevoli. Nessuna affermazione
simile è mai stata avanzata nei riguardi degli
altri profeti menzionati nel Corano. Inoltre,
nessun'altro profeta è ricordato come "Segno dell'Ora"
e nessun'altro riferimento ad altri profeti nel
Corano include alcuna connotazione implicante
un loro ritorno in terra. Nondimeno, tutte queste
affermazioni vengono usate per Gesù (p.s.l.).
Il significato di ciò è molto chiaro.
(6) 
Allah ci parla di Gesù in un
versetto di Surat Maryam:
Pace su di me il
giorno in cui sono nato, il giorno in cui morrò
e il giorno in cui sarò resuscitato a nuova vita.
(Surat Maryam, 33)
Quando si considera questo versetto
insieme ad Âl-'Imrân, 55, si comprende un'importante
verità. Nel versetto di Surat Âl-'Imrân si afferma
che Gesù fu elevato ad Allah, ma non si parla
della sua morte né della sua uccisione. Tuttavia,
in Surat Maryam, 33, si parla del giorno in cui
Gesù morirà. Tale seconda morte può essere possibile
unicamente nel caso in cui Gesù muoia dopo il
suo ritorno e la sua esistenza sulla terra. (Soltanto
Allah conosce con sicurezza)
(7) 
Un'altra prova del ritorno di
Gesù sulla Terra appare nel versetto 110 di Surat
al-Mâ'ida e nel versetto 46 di Surat Âl-'Imrân
laddove è utilizzata la parola "kehlen":
E quando Allah dirà:
"O Gesù figlio di Maria, ricorda la mia grazia
su di te e su tua madre e quando ti rafforzai
con lo Spirito di santità! Tanto che parlasti
agli uomini dalla culla e in età matura (kehlen)
...
(Surat al-Mâ'ida, 110)
Dalla culla parlerà
alle genti e nella sua età adulta (kehlen) sarà
tra gli uomini devoti.
(Surat Âl-'Imrân, 46)
Questo termine appare nel Corano
soltanto nei due versetti sopraccitati, ed unicamente
in riferimento a Gesù. Il significato della parola
"kehlen" per l'età adulta di Gesù implica una
fascia d'età compresa tra i 30 e i 50 anni, allorquando
non si è più giovani e si è alle soglie della
vecchiaia, avendo raggiunto l'età perfetta. I
sapienti musulmani concordano nel tradurre questa
parola come il periodo successivo ai 35 anni di
età.
Basandosi su un
hadith riportato da Ibn Abbas nel quale si dice
che Gesù ascese al cielo intorno ai trent'anni
e che al suo ritorno rimarrà per altri quarant'anni,
gli studiosi islamici dicono che l'età matura
di Gesù si avrà dopo il suo ritorno sulla terra.
Ne consegue che questo versetto è una prova della
discesa di Gesù. (Muhammed Halil Herras, Faslu'l-Makal
fi Ref'I Isa Hayyen ve Nüzulihi ve Katlihi'd-Deccal,
Mektebetü's Sünne, Cairo 1990, pag. 20)
Uno studio approfondito dei versetti
in questione rivela chiaramente la giustezza degli
eruditi musulmani a tale proposito È infatti possibile
comprendere come di questa affermazione ci si
è avvalsi soltanto nel caso di Gesù. Tutti i profeti
hanno parlato agli uomini invitandoli al vero
cammino. Tutti comunicarono il loro messaggio
in età adulta. Nondimeno, nel Corano, non si parla
così di nessun altro profeta. Ciò è riferito unicamente
a Gesù e alla sua situazione miracolosa, dal momento
che le parole "dalla culla" e "in età matura",
le quali si susseguono nei versetti, mettono in
evidenza due periodi miracolosi.
Che Gesù abbia parlato quando
ancora si trovava nella culla è un miracolo, non
si è mai visto nulla di simile, e come tale è
stato più volte riportato. Tenuto conto di questo,
l'uso immediatamente successivo dell'espressione:
"... parlerà alle genti ... nella sua età adulta...",
può essere con ogni probabilità considerato un
altro miracolo. Se tale espressione fosse riferita
alla vita di Gesù anteriormente alla sua elevazione
ad Allah, non si sarebbe trattato di un miracolo.
In caso contrario, non avrebbe seguito il fatto
di avere parlato nella culla, né sarebbe stato
espresso in un modo equivalente a quell'evento
miracoloso. In tal caso, ci si sarebbe avvalsi
di altre parole, quali "dalla culla all'età adulta",
e la rivelazione di Gesù prima della sua elevazione
sarebbe stata esposta. (Solo Allah conosce con
certezza) Nel Corano nondimeno si menzionano due
eventi miracolosi. Il primo è il suo parlare nella
culla, il secondo il suo parlare in età adulta.
Per tale ragione, il riferimento ad un tempo miracoloso
deve essere attribuito al ritorno di Gesù sulla
terra. (Allah ne sa di più)
Nel suo Commentario, l'imam Tabari
avanza la seguente spiegazione in riferimento
a questi versetti:
Queste asserzioni
(Surat al-Mâ'ida, 110) indicano che, affinché
possa portare a compimento la sua vita e parlare
in età matura, Gesù dovrà far ritorno dalla sua
dimora nel cielo. Ciò per il fatto che fu elevato
mentre si trovava ancora in gioventù. In questo
versetto (Surat Âl-'Imrân, 46) è contenuta la
prova del fatto che Gesù è ancora vivente, e la
Gente della Sunna condivide tale opinione. Ciò
perché in questo versetto si afferma che Gesù
parlerà alla gente nella sua età matura. Egli
potrà invecchiare unicamente allorquando avrà
fatto ritorno sulla terra dal cielo." (Imam Tabari,
Commentario, vol. 2, pag. 528, vol. 1, pag. 247).
Alcune persone interpretano tuttavia
la parola "adulto" in maniera assai diversa rispetto
al suo vero significato, non analizzandola nel
contesto della logica generale del Corano. Costoro
ritengono che tutti i profeti siano sempre stati
adulti in età matura, per cui l'espressione si
riferirebbe a tutte le vite dei profeti. Certo,
i profeti erano adulti cresciuti da Allah. Nondimeno,
in Surat Al-'Ahqâf, Allah rivela che l'età della
maturità corrisponde a 40 anni:
Abbiamo ordinato
all'uomo la bontà verso i genitori: sua madre
lo ha portato con fatica e con fatica lo ha partorito.
Gravidanza e svezzamento durano trenta mesi. Quando
raggiunge la maturità ed è giunto ai quarant'anni
dice: "Signore, dammi modo di renderti grazia
del favore di cui hai colmato me e i miei genitori,
affinché compia il bene di cui Ti compiaci e concedimi
una discendenza onesta. Io mi volgo pentito a
Te e sono uno dei Tuoisottomessi".
(Surat Al-'Ahqâf, 15)
La parola "kehlen", quindi, reca
il significato che emerge in questi versetti,
i quali indicano il ritorno di Gesù sulla terra.
(Solo Allah conosce con certezza)
Nel Corano
si offrono altri esempi di persone che hanno lasciato
la terra per centinaia di anni, pur continuando
a vivere, per poi farvi ritorno.
Un uomo che è
risorto dopo un secolo
Tra queste persone, vi è un uomo
che è rimasto in stato di morte per un secolo.
Ciò è narrato in Surat al-Baqara:
O
colui che passando presso una città in completa
rovina [disse]: "Come potrà Allah ridarle la vita
dopo che è morta?". Allah allora lo fece morire
per cento anni, poi lo resuscitò e gli chiese:"Quanto
[tempo] sei rimasto?".Rispose:"Rimasi un giorno
o una parte di esso"."No, disse Allah, sei rimasto
cento anni. Guarda il tuo cibo e la tua acqua,
sono intatti; poi guarda il tuo asino, [Ti mostriamo
tutto ciò] affinché tu divenga un segno per gli
uomini. Guarda come riuniamo le ossa e come le
rivestiamo di carne". Davanti all'evidenza disse:
"So che Allah è onnipotente."
(Surat al-Baqara, 259)
Nei versetti citati nella pagina
precedente, viene menzionato il fatto che Gesù
(p.s.l.) non è morto, bensì è stato "elevato a
Sé." Nel versetto sopra menzionato, tuttavia,
l'uomo è definitivamente morto. Di conseguenza,
persino una persona morta può resuscitare per
volere di Allah. Di ciò vi è un'esplicita narrazione
nel Corano, il Quale è ricco di altri esempi simili.
I Compagni della
Caverna si risvegliarono dopo anni
Un altro caso è esposto nella storia dei "Compagni
della Caverna" narrata in Surat al-Kahf.
Allah racconta la storia di alcuni giovani costretti
a prendere rifugio in una caverna a causa dalla
crudele tirannia dell'imperatore dell'epoca. Si
narra che essi si addormentarono per poi ridestarsi
dopo anni di sonno. Segue quindi tale versetto:
Quando quei giovani si rifugiarono
nella caverna. Dissero: "Signor nostro, concedici
la Tua misericordia, concedici retto comportamento
nel nostro agire". Rendemmo sorde le loro orecchie,
[rimasero] nella caverna per molti anni. (Surat
al-Kahf, 10-11)
Avresti creduto che fossero svegli
e invece dormivano. Li giravamo sul lato destro
e su quello sinistro, mentre il loro cane era
sulla soglia, le zampe distese. Se li avessi scorti
saresti certamente fuggito volgendo le spalle
e certo saresti stato preso dal terrore vedendoli.
Li resuscitammo infine perché si interrogassero
a vicenda. Disse uno di loro: "Quanto tempo siete
rimasti? " Dissero: "Siamo rimasti una giornata
o parte di una giornata" Dissero: "Il vostro Signore
sa meglio quanto siete rimasti. Mandate uno di
voi alla città con questo vostro denaro, ché cerchi
il cibo più puro e ve ne porti per nutrirvi. Si
comporti con gentilezza e faccia sì che nessuno
si accorga di voi."
(Surat al-Kahf, 18-19)
Il Corano non specifica esattamente
la quantità di tempo che i giovani passarono nella
caverna. Tale durata è tuttavia implicita nell'affermazione
"per molti anni." La gente ritiene, nondimeno,
che questo periodo fosse piuttosto esteso: 309
anni. Allah dice:
Rimasero trecento
anni nella loro caverna, e ne aggiungono altri
nove.
Di': "Allah sa meglio quanto rimasero. Appartiene
a Lui il segreto dei cieli e della terra. Ha il
migliore udito e la migliore vista. All'infuori
di Lui non avranno patrono alcuno ed Egli non
associa nessuno al Suo giudizio."
(Surat al-Kahf, 25-26)
Sicuramente, ciò che qui importa
non è se tale lasso di tempo sia stato breve o
lungo, ma che Allah riprende a Sé delle persone,
mediante il sonno o una morte temporanea, per
poi resuscitarle. Come se si risvegliassero da
un sogno, Allah concede loro nuovamente la vita.
Gesù (p.s.l.) è una di tali persone e al momento
prestabilito vivrà nuovamente in questo mondo.
Adempiuto il suo compito, egli morirà come qualsiasi
altro essere umano, secondo il comando contenuto
nel versetto in cui Egli dice:
"Di essa vivrete - disse Allah - su di essa morrete
e da essa sarete tratti". (Surat al-Àraf, 25)
-----------------------------------------------------------------------------
1. Tafsir of Omer Nasuhi
Bilmen
2. Prof.
Süleyman Ates, Yüce Kur'an'in Çagdas Tefsiri (Une
exégèse moderne du Saint Coran, vol. 6, p. 4281) |